Mimmo Paganelli

Direttore artistico

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E.V.: In  cosa consiste esattamente il lavoro  del direttore artistico?

M.P.: Il direttore artistico è la persona che, per il conto della Casa Discografica (in questo caso la EMI Italia), è in contatto diretto e permanente con l'Artista, non solo quando fa un disco, ma anche per la sua concezione, per la struttura dell'album, la sua registrazione in studio, a partire dal momento in cui lo concepisce mentalmente. Il mio lavoro comincia in questa fase, sono a sua disposizione per sviluppare le sue idee, per ottimizzare le procedure, la scelta dei musicisti, dello studio, eccetera... Trovare l'idea giusta per la copertina, l'importanza di un titolo che possa incuriosire al punto di voler scoprire il resto dell'album. In sintesi, sono in contatto con l'Artista a partire dal momento del concepimento dell'album fino a quando il lavoro non è completamente terminato. Circa un mese dopo  che l'Artista ha finito il suo disco, questo viene pubblicato: a questo punto i miei colleghi si incaricano della promozione in radio, in televisione, del marketing... Tutta la parte commerciale entra in gioco per distribuire il disco, ma resto sempre disponibile, l'Artista mi consulta per qualsiasi cosa. Può capitare talvolta  di non essere completamente in accordo su un punto, allora si discute, ma sempre in maniera costruttiva, per esempio sull'uscita del secondo single. Il cantante può chiedermi se per esempio è opportuno che vada in questa o quella trasmissione in TV o in radio, in rapporto con l'uscita della sua opera. Tra le due uscite dell'album, la fase attiva della mia funzione finisce, ma allo stesso tempo,non resto inattivo: Di solito assisto al primo concerto del tour, ciò mi permette di dare un mio parere. Nel caso di Angelo, ero là, al primo concerto di "Altro ed Altrove" e dopo abbiamo  ancora discusso su come migliorare la sua presentazione, la scenografia, la scaletta delle canzoni, i musicisti... I miei commenti sono dati sempre in  buona fede, dico sempre ciò che penso senza per questo che ciò sia una critica o una pressione affinché l'interlocutore faccia questo piuttosto altro. Gli artisti sono grandi e vaccinati e alla fine dei conti è molto chiaro: francamente fanno quello che vogliono! Ecco, questo è il mio ruolo, ma tutte queste cose sono variabili in funzione dell'Artista o del progetto, certi sono più autonomi di altri anche se gli interlocutori restano gli stessi: L'Artista, il direttore artistico ed il produttore.

E.V.: Quando è iniziata la vostra collaborazione?

M.P.: Nel 1992, col primo album con la Emi, " Si può fare".  Mi piace molto lavorare con lui perché apprezzo l'Artista, ma apprezzo anche la persona. E' estremamente intelligente, certamente molto colto, ma la cultura non serve a gran chè senza un brillante spirito di sintesi ... ciò che è fenomenale in lui. E' anche una persona solare, ben lontano da quell' immagine un po' troppo seria che la gente gli attribuisce, è una persona cordiale che volentieri  ama scherzare. E', come tutti gli artisti, un uomo normale con molte sfaccettature, da un punto di vista artistico, sarebbe interessante fare uscire un po' di più il suo lato umoristico... ma, secondo me, ciò arriverà...

E.V.: Come prevedere quel che accadrà dopo la pubblicazione?

M.P.: Come dicevo prima, io rappresento il filo conduttore tra l'Artista e la Casa discografica, così se l'opera dell'Artista ha successo, ciò vuol anche dire che il mio lavoro è stato produttivo, così se l'artista sbaglia nelle sue scelte, posso tentare di correggerlo ma ciò che resta prioritario, è il livello qualitativo del disco. Il successo dell'album presso il pubblico è una bella soddisfazione ma quel che  importa, in primis, è  che tutti quelli che hanno preso parte alla sua realizzazione siano convinti di sua qualità e li incentiva di presentarlo nei migliori dei modi. Evidentemente, non c'è una ricetta specifica che permette di sapere in anticipo come il disco verrà accolto  dal pubblico. Ma una cosa importante è di sapere a chi è diretto, se  il target è riferito agli ascoltatori abituali. Così se l'Artista vuole cercare un nuovo pubblico, penserà di fare qualcosa di innovativo, di differente. Ciò significa anche di andare incontro a dei rischi ma siamo complici in questa ricerca perché, quel che è importante, un cantante non  può fare sempre la stessa cosa. Un'evoluzione è necessaria anche se ciò significa mettere talvolta in pericolo la propria immagine ... se la transizione di stile è troppo brutale, l'Artista rischia di non essere compreso, dovrà ritornare allora indietro in modo differente. Ma tutto questa è una riflessione che appartiene alle mie funzioni come avere la capacità di prevedere la reazione delle persone, il cantante deve preoccuparsi solamente di creare, di dare il meglio di sé, potere esprimere il suo talento. Gli Artisti sono in qualche modo degli eterni bambini, nel senso che hanno la fortuna di fare un lavoro che permette loro ancora di giocare: hanno la possibilità meravigliosa di potere passare da qualcosa che fa piangere ad un'altra che fa ridere, da qualcosa che fa sognare ad una che fa riflettere. Nel caso di Angelo, questo è particolarmente vero ed il nostro lavoro di collaborazione esordisce per un dialogo dove si sceglie il percorso che sembra migliore. Questo percorso - e su questo sono molto chiaro - è lui ad inventare, il mio ruolo è quello di dare delle risposte alle sue domande.

E.V.: Qualità non vuole dire anche quantità e viceversa...

M.P.: Questo è normale ed è meglio così! sarebbe un errore pensare solamente alla qualità... Si può constatare che molti Artisti, tra più grandi, hanno avuto moltissimo popolarità  non necessariamente con le migliori canzonii. Ma questo successo permette all'Artista di fare scoprire le altre canzoni, forse meno accessibili direttamente , questo riguarda molto Angelo. È chiaro che la gente  pensa sempre a "Alla fiera dell'Est", a "Cogli la prima mela", a "La pulce d'acqua", ma questo gli ha permesso di fare ascoltare anche delle canzoni più profonde. E poi il termine " qualità" è sempre molto relativo: ci sono delle canzoni con la C maiuscola e delle canzoni con una C normale, a me piacciono anche quelle... perché anche se un artista scrive 2000 canzoni, il pubblico ne terrà solamente 5, al massimo 10 dopo 30 anni di carriera... Ad ogni modo, in questo tipo di collaborazione artistica, dividiamo i momenti in modo quasi gemellare:l'insuccesso di un artista è il nostro, il suo successo anche, ciò dà una ricompensa... un po' come un allenatore che vede la sua propria squadra vincere, prova anche un'emozione profonda, anche se è seduto sulla panca... certamente questo si sa ed il contrario anche... comunque sia, in questi momenti, l'Artista ed il direttore artistico sono assolutamente complici e solidali.

E.V.: Come  conciliare i  vostri gusti personali col vostro mestiere?

M.P.: questa è una funzione molto ricca dove non mi rintano ad un solo tipo di attività o di musica, cerco anche di abituarmi in questo senso... Ho il privilegio di potere parlare un giorno di un progetto rock, l'indomani di una colonna sonora, un altro giorno di un cantante melodico... Ogni giorno è molto diverso, i problemi non sono mai identici e ciò mi delizia! E' qualcosa molto stimolante, anche perché quando improvviso spunta un'idea, questa idea sarebbe magnifica per un artista ma non converrebbe ad un altro, c'è sempre la possibilità di sperimentare... E' la più bella cosa che mi serbo del mio lavoro. Sono abbastanza fortunato da  apprezzare la maggioranza dei progetti e degli artisti che accompagno ma sarebbe anche molto stupido dire che amo tutti i generi musicali. È chiaro che ho i miei propri limiti e dove arrivano e capita - anche se raramente - che un  Artista non sia proprio la mia tazza di tè, ma ciò non mi impedisce  di tutelarlo con rigore!

E.V.: Come si ripartisce geograficamente la popolarità di Angelo Branduardi?

M.P.: Le proporzioni variano secondo gli album, talvolta un album che ha venduto lo sarà altrettanto quanto il precedente o ancora più in un altro paese. È molto apprezzato in Germania, in Belgio ed in Francia, ma soprattutto in Germania dove ha un pubblico molto attento alla sua carriera. Sebbene è in Italia che ha sempre venduto  più dischi!

E.V.: Attualmente, dei progetti con Angelo?

M.P: Non abbiamo ancora parlato del prossimo disco. Non parlo di Futuro Antico che è una produzione parallela ma di un prossimo disco pop. Quando sarà il momento, si parlerà del contenuto dell'attuale disco "Altro ed Altrove" Questo disco è un concept -album coi testi di autori così diversi tra di loro ma che rappresentano una  splendida coesione nel trattare i temi d'amore, ciò che non vuol dire che il suo prossimo album avrà lo stesso tema, sebbene l'argomento sia così ricco! Il suo precedente album affrontava chiaramente un altro genere di cose che riguardava il discorso su San Francesco, esso era fatto con testi più complessi che hanno richiesto uno studio più approfondito, necessariamente, perché la tematica era importante. Personalmente, penso - ma probabilmente lui avrà una diversa opinione - che potrebbe permettersi di approdare a un terzo concetto.. nella carriera di  artista come lui, è buono alternare le cose, di sorprendere. Per me, potrebbe fare 2 cose: o un album pop pieno dei nuovi testi che gli piacciono o un album insieme ad altri artisti come ospiti, qualche cosa nel genere... differente... ma forse Angelo avrà lui stesso una terza idea? Ciò sarà buono perché ha credibilità ed il possibilità di confrontarsi con dei generi molto differenti come passare dal pop alla musica classica. Questi 2 ultimi album sono molto riusciti, due progetti molto lavorati, il secondo ancora più da punto di vista musicale. Al contrario del precedente, una musica molto elaborata al servizio di testi più semplici. Adesso sarebbe bello voltare pagina...

© Élise Valere

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